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  27.02.12
All’EURAC il capo del governo tibetano in esilio

  
Incontro pubblico con il leader politico eletto dal popolo tibetano

Dopo l’annuncio del Dalai Lama di volersi ritirare dalla vita politica del paese, nell’aprile 2011 i tibetani in esilio hanno scelto come loro leader Lobsang Sangay, ricercatore universitario ad Harvard. Il primo ministro sarà all’EURAC lunedì 27 febbraio alle ore 18 per un incontro aperto al pubblico in cui parlerà dell’attuale situazione del Tibet e del suo programma politico.
Dal marzo 2011 sono stati 25 i monaci e i cittadini tibetani che si sono dati fuoco per attirare l’attenzione internazionale sulla situazione del loro paese e protestare contro l’ingerenza cinese. È questo uno dei temi più spinosi che il primo ministro Lobsang Sangay ha dovuto affrontare subito dopo la sua elezione avvenuta lo scorso aprile, data che segna un punto di svolta nella storia del popolo tibetano.

Per secoli, infatti, il governo del Tibet si è basato su un modello teocratico secondo il quale il Dalai Lama rappresentava la massima autorità sia in campo spirituale che politico. Questa consuetudine si è rotta all’inizio del 2011, quando il Dalai Lama ha annunciato la sua decisione di ritirarsi dalla vita politica e ha proposto che fosse la comunità tibetana a eleggere direttamente il proprio primo ministro. Pochi mesi dopo, quasi 50 mila tibetani in tutto il mondo sono stati chiamati alle urne e con il 55 per cento delle preferenze Lobsang Sangay è diventato il nuovo leader politico del paese.

In seguito all’elezione, Sangay ha lasciato il suo incarico di ricercatore presso l’Università americana di Harvard e si è trasferito a Dharamsala, in India, dove si trova la sede del governo tibetano in esilio. Il primo ministro non ha mai vissuto nel suo paese; è nato nel 1968 in una famiglia di esuli tibetani nella regione indiana del Darjeeling e dopo essersi laureato in giurisprudenza a Dehli ha vinto una borsa di studio per gli Stati Uniti.
Oltre che della delicata questione delle autoimmolazioni, nel corso dell’incontro all’EURAC, il primo ministro parlerà del proprio programma politico che riprende la cosiddetta “terza via” tracciata dal Dalai Lama, cioè puntare a una vera autonomia per il Tibet all’interno della Repubblica cinese.

Dopo il dibattito pubblico, Lobsang Sangay incontrerà i ricercatori dell’Istituto sui Diritti delle Minoranze dell’EURAC che da anni offrono consulenza al governo tibetano in esilio sul tema dell’autonomia.

La serata, organizzata dall’Associazione Italia-Tibet, sarà moderata da Günther Cologna, direttore di EURAC education e consigliere dell’associazione.

La partecipazione è libera. L’incontro si terrà in inglese con traduzione in italiano.

  

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